Il Prana, la BioPranoterapia e la PranoPratica
A cosa servono
La Bio-pranoterapia la Prano-pratica agiscONO anche in forma preventiva e naturale per il mantenimento ed il ristabilimento del benessere della persona sensibilizzandola a modi e stili di vita che tendano all’equilibrio armonico di tutte le funzioni psico-fisiche-energetiche: quindi, nel contempo, si propone di educare la persona a comportamenti che contribuiscano al proprio benessere attraverso il consapevole riequilibrio bioenergetico.
Chi è l'Operatore del Prana
L’ Operatore del Prana (Bio-pranoterapia e prano-.pratica) è attivo in ambito sia pubblico che privato e, nel rispetto del proprio Codice Deontologico, non compie nessun atto medico e non interferisce assolutamente nel rapporto medico-paziente, ma tende ad integrare e a supportare l’azione svolta dalla Medicina ufficiale.
"La Scuola ALARO è l’unica in Italia a possedere e ad utilizzare Il CHIRTEST, strumento ideato e costruito dal Dott.Luigi Lapi, al fine di testare con metodo scientifico le attitudini praniche di ognuno."
Per Informazioni e prenotazioni del test:055-470653
RICERCA SCIENTIFICA SUL PRANA
A tutt'oggi pochi sanno che anche la pranoterapia è stata sottoposta ad una ferrea ricerca scientifica e che i risultati ottenuti sono confortanti, ma come accade spesso nella ricerca, i passi iniziali sono stati mossi soprattutto negli Stati Uniti e nel Canada ove i risultati non si sono fatti attendere:
Il dr. Bernard Grad, biologo della McGill University del Canada, utilizzò il pranoterapeuta Oskar Estabany per effettuare numerose sperimentazioni sui vegetali, in particolare i chicchi d'orzo, per cui alcuni flaconi vennero riempiti di una soluzione di cloruro di sodio all'1% sterile. Metà dei flaconi furono trattati con la pranoterapia e l'altra metà restò invariata. Le piantine vennero innaffiate in parte con la soluzione trattata ed in parte con quella non trattata ed infatti le piantine che si abbeverarono alla soluzione trattata con la pranoterapia, crebbero più rigogliose.
L'elettrochimico Douglas Dean, membro dell'Istituto di Psicologia Umanistica del Newark College of Engineering del New Jersey, riprese in esame gli esperimenti di O. Estabany e riscontrò che la soluzione trattata aveva subito un mutamento della distanza dei legami idrogeno-ossigeno, che sono i legami di una molecola d'acqua con quelle che si trovano attorno ad essa, e appurò che tale modificazione si mantenne inalterata anche dopo tre anni di distanza dall'esperimento, per cui riprodusse l'esperimento con un altro sensitivo ottenendo lo stesso risultato.
Il dr. B. Grad del Canadà sperimentò la pranoterapia su topolini da laboratorio: utilizzando 300 cavie, di cui 100 trattate con pranoterapia da Estabany, 100 trattati da una persona non pranoterapeuta e 100 non trattati da alcuno. I risultati diedero modo di constatare che le ferite dei 100 topolini trattati con la pranoterapia si rimarginarono e guarirono molto più velocemente degli altri due gruppi di 100 topolini ciascuno, inoltre il gozzo di alcuni topolini, prodotto artificialmente, fu guarito prima con la pranoterapia di quello provocato agli altri curati con le terapia mediche classiche.
A New York la dr.ssa Krieger, della scuola infermieri, utilizzò Estabany per influenzare l'emoglobina (il pigmento di sangue che serve a trasportare ossigeno). In ben 16 pazienti da lui trattati si riscontrò che il fermento sanguigno aumentò in maniera considerevole.
Suor Justa Smith, sperimentatrice laureata in biochimica e preside della facoltà di scienze naturali del Rosary Hill College di Buffalo (N. Y.) utilizzò anch'essa Estabany per sperimentare su un soggetto con campioni di tripsina e vi riscontrò una crescita abnorme, come se la tripsina fosse stata sottoposta a un enorme campo magnetico.
Ma anche in Italia, soprattutto negli ultimi anni, non sono mancati gli studiosi seri che hanno voluto sperimentare e in particolare a Milano i ricercatori Alberto Ansaloni - Patrizia Vecchi - E. Eberle, hanno prodotto modificazioni della VES indotte da campi bioenergetici umani, sperimentando presso il Centro di Ricerche di Bioclimatologia Medica dell'Università degli Studi di Milano. La sperimentazione in sostanza è stata effettuata su campioni di sangue umano in pipette, in relazione alle sostanze colloidali presenti nel sangue e da ciò si è evidenziata che la velocità della sedimentazione si è modificata.
L'esperimento è stato poi riprodotto alcuni anni dopo, ma al posto del sangue umano, è stata utilizzata dell'acqua nella quale erano presenti sostanze colloidali dell'oro, per verificare se avrebbe potuto realizzarsi un processo chimico analogo alle prime sperimentazioni.
Tale esperimento ha comportato l'intervento di 50 soggetti pranoterapeuti e 50 soggetti non pranoterapeuti, ciascuno dei quali ha ripetuto due volte lo stesso esperimento, portandolo perciò al valore di 100 sperimentazioni, aggiungendo 100 campioni di acqua che non ha subito trattamento alcuno.
In sintesi:100 campioni trattati da pranoterapeuti, 100 campioni da non pranoterapeuti e 100 campioni in bianco (non trattati) e i risultati ottenuti hanno messo in evidenza che la bioenergia ha agito variando la struttura della miscela del colloide trattato, rispetto a quello sviluppato in assenza di bioenergia, producendo anche l'effetto insospettabile di modificare la colorazione dell'acqua.
Sulla Rivista MINERVA MEDICA - vol. 77 - edita il 7 Aprile 1986, è stato pubblicato un intero volume di ricerca e sperimentazione pranica di cui si forniscono alcuni accenni:
-dall'esame istologico di tessuto disidratato mediante la pranoterapia (il termine usato dai pranoterapeuti è: mummificazione) e dalle risultanze ottenute nel Laboratorio di Antropologia - Dipartimento di Biologia Animale - Università degli studi di Torino dai ricercatori dr. E. Rabino Massa e dr. M. Reddavid, si evidenziano le similitudini con i tessuti prelevati da mummie egiziane studiate dagli stessi ricercatori.
-Quadri istologici di parenchima epatico (fegato) di coniglio dopo trattamento pranico studiati dal dr. A. Donna, primario del Servizio di Anatomia e Istologia Patologica dell'Ospedale Provinciale di Alessandria, hanno evidenziato un ritardo altamente significativo nella comparsa dei fenomeni putrefattivi.
Sempre il dr. A. Donna ha effettuato esperimenti di esposizione pranica in larve di Tenebrio Molitor ed ha concluso suggerendo ulteriori ricerche e valutazioni, ma ponendo comunque in evidenza un'azione obiettivamente valutabile sui tempi della metamorfosi delle larve.
-Pranoterapia e rilievi teletermografici, condotti dal dr. P. Trapani - Primario radiologo del Dispensario Centrale di Igiene Sociale di Torino- lo hanno portato a concludere che le mani del pranoterapeuta presentano una ipertermia che non si verifica nelle mani dei non pranoterapeuti. Inoltre le zone trattate mostrano una costante in aumento di ipertermia, anche indipendentemente da sensazioni soggettive di calore.
Le fotografie sono pubblicate su "Minerva Medica" vol.77 n. 14-15- 7aprile 1986.(Immagine 1).
Ma anche a Napoli e più precisamente nell'Ospedale Monaldi vi è un'equipe medica capeggiata dal dr. Gerardo Ciannella, vice-primario pneumologo, che sta operando nella direzione della ricerca e più precisamente sperimentando con la teletermografia, riportando dei risultati come quelli già pubblicati a Torino.(Immagine 2)
Sulla Rivista MINERVA MEDICA - vol. 77 - edita il 7 Aprile 1986, è stato pubblicato un intero volume di ricerca e sperimentazione pranoterapeutica di cui vi fornisco alcuni accenni:
Pranoterapia e rilievi teletermografici, condotti dal dr. P. Trapani - Primario radiologo del Dispensario Centrale di Igiene Sociale di Torino, lo hanno portato a concludere che le mani del pranoterapeuta presentano una ipertermia che non si verifica nelle mani dei non pranoterapeuti. Inoltre le zone trattate mostrano una costante in aumento di ipertermia, anche indipendentemente da sensazioni soggettive di calore. Le fotografie sono pubblicate su "Minerva Medica" Le fotografie sono pubblicate su "Minerva Medica"
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Le tre immagini in sequenza sono state realizzate in elettro-termografia (sempre tratte da "Minerva Medica") |
A quanti Hertz lavorate?
Tutta la comunità scientifica riconosce che noi emettiamo vibrazioni elettromagnetiche, che non sempre sono uguali ma si trasformano in base al nostro stato di salute, all’umore, ai pensieri che noi formuliamo.
Lo scienziato Bruce Tanio, dell’Università di Washington, nel 1992 realizzò il BT2, il primo misuratore e registratore di frequenze, con il quale poté stabilire il rapporto tra le frequenze, appunto, e lo stato di salute.
Nella tabella potete leggere i valori di una persona sana, quelli che sopravvengono in caso di malattia e alcune sostanze o situazioni che possono alzare o abbassare il livello delle frequenze.
La frequenza è il flusso continuo misurabile di energia elettrica tra due punti
Il numero di oscillazioni in secondi è misurato:
Cervello umano |
72 - 90 |
MHz |
Corpo umano |
62 - 78 |
MHz |
Sintomi del raffreddore |
58 |
MHz |
Infiammazioni gravi |
52 |
MHz |
Cibi in scatola |
0 |
MHz |
Cibi freschi |
15 |
MHz |
Erbe medicinali secche |
12 - 22 |
MHz |
Erbe medicinali fresche |
20 - 27 |
MHz |
Oli essenziali |
52 - 320 |
MHz |
I pensieri negativi |
Le frequenze diminuiscono |
di 12 MHz |
I pensieri positivi |
Le frequenze aumentano |
di 10 MHz |
La preghiera o meditazione |
Le frequenze aumentano |
di 15 MHz |
PRANO-PRATICA :OTTIMO AUSILIO PER ATTENUARE ANSIA E STRESS
La Prano-pratica ,nell’ambito delle Discipline del Benessere (DBN) , è protagonista, in particolare, per ciò che riguarda la prevenzione ed il mantenimento della salute, integrando i percorsi della medicina ortodossa e complementare.
E cioè:
1) eventi come la Giornata regionale toscana della Pranopratica (già alla 5^ edizione, con il patrocinio di Regione e ARS) o Terra Futura a Firenze (6^ edizione), duranti i quali centinaia di cittadini hanno potuto fruire di trattamenti gratuiti dimostrativi;
e
2) progetti rivolti a comunità di recupero dalla tossicodipendenza o ai centri anziani. Dai rapporti finali redatti si evince che la prano-pratica , nella comunità di recupero:
Nei Centri anziani e/o nei Centri diurni protetti la prano-pratica:
Maggior serenità
Aumento della stabilità emotiva
Aumento della capacità di concentrazione
Aumento della propria forza psico-energetica
Aumento del tono psico-fisico complessivo e miglioramento dei rapporti interpersonali
Aumento della capacità di relazione positiva
Diminuzione di ansia e stress nervoso
Miglioramento del sonno, dello stato umorale e della socializzazione complessiva.
Ricordiamo che alcuni di questi progetti sono stati presentati nel convegno:Discipline Bio-Naturali. Attualità e prospettive. organizzato dall’ ARS Toscana il 21 aprile 2009 a Firenze.(vedi sito Web Agenzia Regionale di Sanità) e che per avere maggior dettagli occorre far riferimento al sito ALARO: www.alaro.it (sezione Progetti).
In conclusione, queste importanti esperienze riferite da Gabriele Laguzzi testimoniano la valenza positiva della prano-pratica, in ambienti così particolari e delicati, nell’azione antistress e lenitiva dell’ansia. Tale valenza riequilibratrice ed energizzante del prana può però essere utilizzata da tutti anche in funzione di prevenzione e di mantenimento della salute: non necessariamente sempre e solo in caso di presenza di sofferenze specifiche, dove il prana può essere comunque buon integratore delle normali terapie mediche.
In periodi di stanchezza psico-fisica , di convalescenza, per prevenire la degenerazione senile, in stati di depressione lieve, dopo una operazione, ecc., un ciclo di trattamenti di prano-pratica (8/10/) non possono che giovare per il ripristino e il mantenimento di una omeostasi ottimale: otterremo maggior freschezza energetica e una rinnovata vitalità complessiva.
METODI DI VERIFICA DEL POTENZIALE PRANICO
MARCO MARGNELLI: Analisi spettrale elettroencefalografica durante la pranoterapia