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CNEL – CENSIS


V° RAPPORTO 2005  DI MONITORAGGIO SULLE PROFESSIONI NON REGOLAMENTATE.

Sono oltre 1,5 milioni, in Italia, i professionisti non regolamentati. Il loro numero, infatti, secondo le stime delle associazioni che li rappresentano, è compreso fra 1.455.000 e 1.610.000, arrivando quindi a eguagliare quello dei professionisti iscritti ad Albi od Ordini. Un universo in continua espansione, quello delle professioni non regolamentate, fatto di lavoratori autonomi che svolgono attività non protette da Ordini, dai gemmologi ai restauratori, dagli amministratori di condomini e consulenti finanziari fino ai musicoterapeuti.

I dati emergono dal V Rapporto di monitoraggio sulle professioni non regolamentate, elaborato dal Cnel. Lo studio contiene un aggiornamento della Banca dati curata dal Cnel e, per la prima volta, un Elenco delle associazioni delle professioni non regolamentate, oltre a tracciare un quadro del modello italiano e delle possibili soluzioni normative. L’obiettivo è, infatti, quello di fornire a tutti i soggetti interessati le informazioni raccolte attraverso un attento esame dell’attività delle associazioni censite.
Su 1,5 milioni di ‘nuovi’ professionisti, però, solo il 30% aderisce alle 196 associazioni professionali non riconosciute (delle quali 155 sono state inserite nell’apposito Elenco, sulla base dei criteri previsti nel regolamento del Cnel) e, tra gli iscritti, le donne sono il 25%. La maggior parte delle associazioni ha un numero di iscritti compreso tra i 100 e i 500, mentre oltre i due terzi, per l’iscrizione, richiede il possesso di un preciso titolo di studio e meno della metà sottopone gli aspiranti a un esame di ammissione.
La categoria più rappresentata è quella dei servizi all’impresa, con il 26% delle associazioni, seguita dalle medicine non convenzionali (21%), arti scienze e tecniche (13%), comunicazione d’impresa e settore sanitario (entrambi con il 10%) e, infine, cura psichica (8%). Quanto alla distribuzione geografica delle associazioni, il Nord assorbe il 50% del totale, il Centro circa il 40%, mentre appena l’11% si trova al Sud. La regione in cui sono presenti più associazioni è la Lombardia (51), seguita dal Lazio (49), ma, se si guarda alle città, in testa figura Roma (47) e al secondo posto Milano (44).

Le associazioni di pranoterapia censite e presenti nell’Elenco, nella categoria “Medicina non Convenzionale”, sono 4 (tra cui l’ALARO) e gli operatori stimati- associati e non- ammontano a  51076 unità.

“La forza economica e competitiva di questo nuovo mercato professionale – osserva il Cnel nel Rapporto – è data anche dalla volontà e dalla capacità delle stesse professioni di svolgere una costante e visibile manutenzione dei saperi professionali, aggiornandoli in base all’evoluzione stessa dell’economia e del mercato”. Per assicurare una tutela agli stessi professionisti, ma anche agli utenti, il Cnel – si legge in una nota – “ritiene necessaria una regolamentazione organica della materia e, per questo, ha elaborato un proprio disegno di legge, depositato in Parlamento, che ha l’obiettivo di determinare le condizioni che permettono alle associazioni delle professioni non regolamentate di rilasciare ai propri iscritti un attestato in ordine alla capacità professionale”. Inoltre, con la formazione dell’Elenco delle associazioni di professionisti non regolamentati, si è avviata un’attività di monitoraggio periodico che, nell’ottica di una futura disciplina, dovrebbe essere stabilita dalla legge. Il Cnel, infine, “ribadisce la propria disponibilità a porsi come soggetto istituzionale investito della prima fase di selezione delle associazioni che richiedono l’iscrizione a un loro registro”.
L’Associazione ALARO è presente nella Banca Dati del CNEL e nell’Elenco delle Associazioni  delle professioni non regolamentate (N° 38 Categoria:Medicina non convenzionale)

5° Rapporto PDF


CENSIS

Cos’è il Censis

Il Censis, Centro Studi Investimenti Sociali, è un istituto di ricerca socioeconomica fondato nel 1964.
A partire dal 1973 è divenuto Fondazione riconosciuta con D.P.R. n. 712 dell’11 ottobre 1973, anche grazie alla partecipazione di grandi organismi pubblici e privati. Da più di quarant’anni svolge una costante attività di studio, consulenza, valutazione e proposta nei settori vitali della realtà sociale, ossia la formazione, il lavoro, il welfare, le reti territoriali, l’ambiente, l’economia, lo sviluppo locale e urbano, il governo pubblico, la comunicazione e la cultura.

2004- XXXVIII Rapporto sulla situazione sociale del paese:

in particolare le ASSOCIAZIONI PROFESSIONALI legate alle DBN e alla medicina Integrativa e complementare.
Nel 2004 il mondo dell’associazionismo professionale intellettuale ha segnalato un particolare dinamismo legato a discontinuità con il passato che lo rendono un sistema sempre più maturo: quasi la metà delle associazioni più significative è presente sul piano nazionale (45,2%), il loro livello di femminilizzazione è piuttosto elevato e pari al 39,2%, quasi il 30% degli iscritti è portatore di saperi e di conoscenze non derivate da altre professioni riconosciute, l’89,5% delle associazioni possiede un codice deontologico e l’82,3% di esse ha attivato organi di controllo interni che possono sanzionare il comportamento degli iscritti. In sostanza si tratta di soggetti che stanno elevando la loro capacità di competizione con il sistema ordinistico.

Rapporto Finale 2004