Formazione Triennale per Operatori del Prana

 

 

Eleviamo il vostro talento pranico ad Arte.

 

 

 

 

I punti cardinali del nostro insegnamento

 

Il nostro percorso formativo poggia su alcuni punti fondamentali che vengono sviluppati nell’arco del triennio:

– consapevolezze, tecniche e conoscenza interiorizzata della disciplina (consapevolezza operativa) correlata da una trasmissione fondamentale di nozioni specifiche con riferimenti bibliografici chiari e materiale didattico di sostegno

– crescita personale e sviluppo del talento individuale

– sviluppo di capacità relazionali con l’altro.

L’operatore deve divenire capace di lavorare in cooperazione con le forze biodinamiche e formative che organizzano e strutturano in forma complessa gli organismi viventi; imparare a conoscere la forza vitale/prana e ad affidarsi ad essa nel suo lavoro; imparare ad mantenere ed eventualmente ripristinare il proprio equilibrio interiore ed energetico, proprio grazie alle risorse che vengono fornite durante il percorso didattico: insegnamento teorico e laboratorio, confronto con i colleghi e supervisione professionale individualizzata da parte di tutor, lavoro personale e autosservazione, pratiche di presenza e respirazione, studio individuale e aggiornamento professionale.

La nostra storia e la nostra eredità

 

La nostra scuola di formazione nasce alla fine degli anni Ottanta grazie al dottor Luigi Lapi neuropsichiatra e pranoterapeuta, che operava a Firenze ed insegnava agli aspiranti pranoterapeuti alcune fondamentali nozioni per poter operare in maniera professionale. La scuola era molto semplice, breve e concentrata, ma lui aveva già questo approccio, molto particolare e forse unico in in Italia ad eccezione del dottor Racanelli, di abbinare all’insegnamento della pranoterapia, l’insegnamento della medicina. Essendo medico, era molto attendo alla fisiologia ed all’azione fisiologica del prana: questo era l’ambito che lui indagava e studiava, anche con l’ausilio di numerose strumentazioni (tra cui il Chirtest) ed il contributo di pranoterapeuti, ricercatori e medici che lo affiancavano e sperimentavano insieme a lui nell’ambito di queste scienze di confine.

Questo suo approccio era particolare, dato che in Italia all’epoca la pranoterapia era ancora molto legata alla magia, alla superstizione, ai guaritori di campagna e tutti quei fenomeni che erano un po’ degli ibridi tra l’effetto reale della seduta di pranoterapia e gli effetti veri o supposti legati alle credenze popolari e a meccanismi di autosuggestione o suggestione imposta dal guaritore. Il dottor Lapi si concentra sull’aspetto più scientifico, pubblicando vari libri su questo tema e approfondendo il suo pensiero a riguardo. Aveva cura di liberare la pranoterapia da tutte quelle influenze paranormali, magiche, esoteriche a cui generalmente era accompagnata, collegandola invece a delle doti più umane (o anche animali) che sovrumane, sensibili invece di sovrasensibili. Fa infatti molto spesso dei paragoni con la natura animale per far comprendere come alcuni fenomeni che si verificano anche di consapevolezza o conoscenza istintiva sono proprio legati ai nostri meccanismi di sopravvivenza radicati nel sistema limbico e nel cervello arcaico.

Un insegnamento corale

 

L’insegnamento della pranoterapia nel nostro percorso di studi è un insegnamento corale. Non vi è un unico ed univoco metodo di insegnamento. Vi sono diverse voci che compongono il corpo docenti che portano le loro inevitabili differenze e sono sempre soggette ad un costante lavoro di armonizzazione per rendere più omogeneo possibile l’insegnamento. Ogni pranoterapeuta sviluppa grazie alla pratica e allo studio, il proprio personale modus operandi e la propria consapevolezza, nonché una predilezione per certi temi o certi strumenti operativi ed è nostra cura fornire quanti più stimoli possibile e quanta più varietà possibile per permettere a ciascuno di sviluppare il proprio talento. Il nostro insegnamento non è basato sulla esperienza di un unica persona e quindi il “metodo” di insegnamento che viene utilizzato nel percorso formativo è creato dalla sinergia tra i docenti. Questo richiede un lavoro di scambio e di conoscenza profondo in modo da non perdere, in questa varietà di voci e di esperienze, la comunanza di fondo necessaria al mantenimento della coerenza dell’insegnamento e della associazione stessa.

Trasmissione di competenze e sviluppo del talento individuale

 

La soggettività della disciplina e la particolarità della stessa, rende il suo insegnamento complesso. L’allievo viene guidato verso la percezione del proprio potenziale e verso la maestria nella gestione del prana. Questo percorso di sviluppo e competenza richiede una continua supervisione personale degli allievi ed un tutoraggio individualizzato per aiutarli nel percorso formativo e sostenerli nella scoperta di loro stessi e della loro intima natura. È un apprendimento che richiede tempo e cura e non può essere abbreviato o snaturato. In questo processo è altrettanto importante il gruppo di pari nel quale l’allievo è inserito e l’armonia che si produce nel gruppo. Le relazioni personali e gli scambi creano un terreno fertile per le esperienze, le amplificano e le rafforzano e gli allievi trovano motivazione e sostegno nel gruppo di colleghi. Il nostro lavoro è nel coadiuvare questa formazione e nel tentare di mantenerla stabile e armonica nel tempo, mitigando i possibili conflitti e nutrendo l’armonia. La relazione personale che si crea è un collante per il lavoro di gruppo ma anche un rischio per tutte le implicazioni personali che questa comporta.

Gli strumenti operativi

 

In definitiva la nostra disciplina lavora con l’esperienza umana: tutti gli strumenti che vengono utilizzati sono interiori e poco visibili dall’esterno (a parte qualche gesto contenuto di supporto). Tutto il lavoro è nella interiorità dell’operatore e del cliente e nella relazione che si crea tra di loro. Questo rende molto difficile comprendere dall’esterno la disciplina, la sua immensa ricchezza e la sua profondità. L’esperienza è ciò che conquista i nostri allievi, come se una nuova dimensione si aprisse nella loro vita, con molte risposte e conferme ma anche moltissime domande e dubbi, talvolta anche un senso di spaesamento. Ecco perché la formazione è importante. Permette di iniziare a percorrere queste dimensioni con il sostegno dei propri colleghi e dei tutor e degli istruttori, che conoscono bene la materia di insegnamento. Questa necessità, di una formazione triennale, è difficile da capire per chi considera la capacità pranica un dono, che non ha quindi bisogno di essere forgiato o sviluppato, ma che è già pronto per essere usato. Chi invece, come noi, intende la capacità pranica come un talento, sa bene quanto la formazione e la pratica siano fondamentali per diventare dei veri professionisti, e vista la particolarità della disciplina, anche degli artisti. Al pari del musicista e del pittore, il talento da solo non è sufficiente. È necessario impegno e dedizione, studio e passione, per realizzare in noi quel disegno che inizialmente è solo abbozzato. Per questo sono da evitare le formazioni frettolose che possono soltanto insegnare una tecnica estremamente semplificata, ma poco possono nella formazione di un operatore che sia capace di lavorare con la complessità del campo energetico umano.

Questo particolare aspetto della pranoterapia, il fatto che l’operatore lavori con se stesso e con le sue capacità senza appoggiarsi a niente di esteriore, come una tecnica specifica od un protocollo standardizzato, un rimedio o quant’altro, lo espone al rischio di sviluppare un ego molto ingombrante, che squilibra la personalità e i rapporti con i colleghi e con i clienti in particolar modo. Sviluppare la centratura, la presenza, l’equilibrio interiore e coltivare l’umiltà sono elementi importanti del nostro lavoro che ci permettono di lavorare a lungo ed in equilibrio mantenendo relazioni paritarie e fraterne sia con i nostri collaboratori che, soprattutto, con i nostri clienti.

Per maggiori informazioni

Teresa Bagni

Presidente e direttore didattico

info@alaro.it

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I nostri docenti

 

Teresa Bagni

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Lia Ottolina Ranieri

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tecniche praniche, acqua pranizzata, storia del prana

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Ivana Mugnari

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Teorie e tecniche praniche

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Teorie e tecniche praniche; spagiria

+39 3337410113

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